In edicola dal
24 Luglio

AL CONFINE TRA IL BENE E IL MALE

A ripercorrere il dipanarsi dell’evoluzione umana non è difficile constatare il ruolo basilare della guerra. Ed è altrettanto facile verificare come, oltre all’eliminazione del nemico di turno, la sua immutabile essenza consista nel reciproco scagliarsi contro quantità di energia crescenti, da distanze sempre maggiori.
Si tratti del pugno inferto dal braccio, della piccola pietra scagliata dalla fionda pastorale o della sottile asticella di legno appuntita scoccata da un arco, di un vorticante boomerang o, ancora, della pallottola di piombo sparata dalla polvere pirica, la concezione non muta.
Mutano, di volta in volta, l’entità della spinta, la distanza raggiunta, la massa del proiettile e, persino, la sua letalità: rimane però inalterato il criterio informatore dell’intera sequenza. Anche un vettore balistico con testata nucleare è pur sempre una quantità di energia – enorme nella fattispecie –, destinata a percuotere il contendente del momento, ovunque si trovi. Se millenni di avanzamento culturale non sono riusciti a superare tanta rudimentale contrapposizione polemologica, ma solo a renderla piú devastante, appare ovvio che proprio nell’evolversi delle armi si rintracci la storia della conoscenza e della tecnologia umana, nel bene e nel male, a partire dalle piú arcaiche, che, non a caso, hanno dato origine a una precisa disciplina d’indagine: l’oplologia (dal greco hoplon, l’armatura del fante greco, n.d.r.). Armi, senza dubbio, ma anche presupposto di tecnologia avanzata e stimolo frenetico per l’affinamento dell’indagine scientifica. Fra i dotti del Rinascimento, il matematico veneziano Giovanni Battista Benedetti (1530-1590) anticipò piú di chiunque altro la scienza modern7a, tanto da poter essere oggi considerato come l’immediato predecessore di Galileo Galilei. Ma fu anche, e soprattutto, un artigliere, in quanto studioso della balistica. Lo stesso Galileo tradisce la frequentazione dell’Arsenale di Venezia quale stimolo per le sue ricerche teoriche. E come non osservare che il termine balistica deriva da balla, cioè da palla, non però da quella gigantesca sfera di pietra sparata dalle enormi bombarde medievali, ma da quella piú minuta e molto piú grezza tirata dalle baliste, nome anch’esso derivato dalla comune radice greca bàllein, scagliare il sasso! Studio di traiettorie e di gittate, si dirà, per meglio uccidere: certamente, ma anche studio della correlazione tra causa ed effetto, tra impulso e moto, tra energia e lavoro, tra macchina e fatica. Nell’antichità, il confine tra il male e il bene passò anche di qui...

SEDE LEGALE E AMMINISTRATIVA

REALIZZAZIONE EDITORIALE

 

 

PUBBLICITÀ E MARKETING