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29 Gennaio

È possibile parlare di «servizi segreti» con riferimento alla storia di Roma antica? E qual è l’esatto significato di questa espressione? Partiamo da quest’ultima domanda: oggi, per «servizi segreti» si intendono quegli organismi che negli Stati moderni sono preposti alla raccolta di informazioni utili per la sicurezza politico-istituzionale e militare.
Sulla base di quelle informazioni, i «servizi» saranno incaricati di realizzare le azioni che le autorità di governo avranno deliberato di intraprendere.

I «servizi», poi, non sempre sono «segreti»: spesso, infatti, la segretezza rappresenta un corollario della riservatezza che caratterizza i compiti che tali organismi sono chiamati ad affrontare e non è dovuta a un ipotetico alone di mistero che avvolge la loro esistenza, né, tantomeno, all’uso di tecnologie sconosciute o innovative. I «servizi di informazione e sicurezza», come sarebbe meglio definirli, operano nella cornice degli Stati moderni, all’interno di enti sovrani decisamente diversi da Roma antica, nella quale, per esempio, non si conosceva la distinzione dei poteri in esecutivo, legislativo e giudiziario.

Oggi l’attività dei «servizi segreti» è generalmente suddivisa in due grandi aree: quella offensiva e quella difensiva. Della prima fanno parte la raccolta di informazioni, la propaganda, la disinformazione, la contro-informazione e le diverse forme di sabotaggio, la seconda si occupa di tutte quelle attività in grado di fronteggiare le prime, ovvero le iniziative «offensive» messe in atto da uno Stato o da un’entità «nemica». Spesso si parla anche di «intelligence» o di «apparati di intelligence» ...(continua).

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