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Architettura romana. Le città in Italia. Storia dell’architettura italiana.
ISBN 978-88-370-8411-0

Henner von Hersberg, Paul Zanker (a cura di) - Electa, Milano, 2012., ill. b/n - 444 pagine - 120,00 €

 444 pp.
prezzo: 120,00 €
Link: http://www.electaweb.it

La storia dell’architettura italiana curata da Francesco Dal Co per Electa si arricchisce di un nuovo contributo, che ne analizza le forme assunte durante l’età romana. E si tratta, dunque, di un capitolo fondamentale, anche perché, come scrivono gli autori nell’Introduzione, fatti salvi i casi delle città di nuova fondazione, come quelle sorte in epoca rinascimentale o fascista, non c’è centro abitato della Penisola che non conservi tracce di quel periodo storico. Tracce che possono essere individuate sia sotto forma di edifici, sia nell’assetto urbanistico, che spesso ricalca quello definito in epoca antica.
La trattazione dell’argomento è ordinata in tre sezioni: nella prima vengono discussi temi di carattere tipologico, con contributi che, per esempio, analizzano i casi delle città portuali o quelli delle grande ville residenziali; si passa quindi a un’analisi delle strutture a oggi note, suddivisa per regioni; mentre l’ultima parte del volume scende nel dettaglio di alcuni casi particolarmente significativi, tra cui quelli di Pompei ed Ercolano, Rimini, Brescia e Aquileia.
Se ne ricava un quadro assai articolato e dettagliato, che permette di cogliere gli aspetti caratterizzanti dell’architettura romana. E questa, a dispetto di una generalizzazione piú volte sostenuta – secondo la quale i Romani sarebbero stati soprattutto eccellenti ingegneri, piú che architetti – si può apprezzare, oltre che nella fissazione di canoni eccezionalmente duraturi, anche nella sua poliedricità e nella capacità di rispondere con soluzioni «su misura» ai problemi derivanti dalle diverse tipologie ambientali.
Altro elemento giustamente sottolineato è l’importanza dei messaggi affidati agli edifici civili e religiosi, i cui apparati decorativi non rispondevano unicamente al gusto, ma erano concepiti come veicoli dell’ideologia imperiale. Un’opera, dunque, che offre molteplici chiavi di lettura e può condurre a guardare con occhi diversi monumenti che sono presenze familiari nel paesaggio urbano italiano.

Stefano Mammini



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