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Copertina del libro «AITHALE. L’ISOLA D’ELBA» di Laura Pagliantini ISBN 978-88-7228-875-7
Libri

Aithale. L’Isola d’Elba

Laura Pagliantini
AITHALE. L’ISOLA D’ELBA
Territorio, paesaggi, risorse
Edipuglia, Bari, 386 pp., ill. col. e b/n
70,00 euro
ISBN 978-88-7228-875-7
www.edipuglia.it

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Quella dell’Elba è una storia plurisecolare e che, per la sua parte antica, dev’essere ancora chiarita in piú di uno dei suoi aspetti. Ma si può dire che il lavoro finora svolto da Laura Pagliantini e ora edito in questo corposo volume abbia tracciato la strada da seguire. L’opera nasce dalla testi di dottorato dell’autrice e offre una trattazione sistematica e analitica dell’intera questione, in molti casi mettendo ordine in una congerie di dati finora accumulati a seguito di iniziative diverse, senz’altro lodevoli, ma quasi mai inserite in un piano di ricerca organico, quale è invece il Progetto «Aithale», in seno al quale il presente studio è stato sviluppato. Basti pensare alla creazione di un GIS a scala territoriale, mai prima d’ora elaborato, e che, vera e propria spina dorsale cartografica di questa ricerca, ha permesso di produrre una ricca serie di mappe tematiche, attraverso le quali si può costantemente cogliere il legame fra un determinato aspetto crono-culturale e la gestione del territorio applicata in quel contesto.

E proprio dal territorio prende le mosse il volume, con un corposo capitolo dedicato alla geografia e all’ambiente dell’isola, che nei suoi 224 kmq presenta una straordinaria varietà geomorfologica, segnata, in particolare, dalle presenze che piú hanno inciso sulla sua economia antica: il granito e il ferro. Dal successivo capitolo sulla storia degli studi emerge il dato ricordato all’inizio, vale a dire la prolungata assenza di ricerche sistematiche, cosicché la pur ricca documentazione si deve generalmente alle meritorie inziative di singoli personaggi, fra i quali spicca Gino Brambilla, Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica della Toscana, il quale, dal 1969 e per quasi cinquant’anni, si è impegnato in una costante attività di ricerca, ma soprattutto, di tutela e di controllo. La parola passa quindi alle fonti, sia riportando le citazioni e le descrizioni tramandate da autori greci e latini, sia analizzando gli indizi suggeriti dalla toponomastica e dalla cartografia prodotta in epoche piú recenti.

Dopo aver illustrato i criteri adottati nel corso della ricerca, Pagliantini passa alla sezione piú interessante e significativa, che, non a caso, è intitolata I paesaggi antichi: una scelta che evidenzia la volontà di offrire un quadro culturale complessivo delle diverse epoche analizzate, senza fermarsi all’elencazione di siti o all’elaborazione di tipologie dei materiali. L’orizzonte cronologico è molto ampio – dalla preistoria alla tarda antichità – ed è qui che maggiormente emergono i limiti imposti dalla disomogeneità della documentazione a oggi esistente. Difformità che, tuttavia, non impediscono la ricostruzione, esemplare, di strategie d’insediamento, scelte di gestione del territorio o sviluppo di attività produttive. Quadri che si susseguono ciascuno con le sue peculiarità e che, nel tempo, dimostrano come l’isola d’Elba, per citare l’autrice, sia stata segnata da «forti mutamenti», ma anche da «forti continuità». Seguono, nell’Appendice, la schedatura dei siti e una vastissima Bibliografia.

Stefano Mammini

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