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Crypta Balbi il ritorno della memoria

Scoperto nel 1981 a pochi passi da Piazza Venezia e Largo Argentina, il sito testimonia duemila anni di storia di un intero isolato di roma: dal teatro di Lucio Cornelio Balbo, costruito nel 13 a.c., fino alle trasformazioni medievali, rinascimentali e moderne. A Roma, a due passi da piazza Venezia e da largo Argentina si nasconde un luogo che fino a quarant’anni fa non esisteva nelle guide archeologiche di Roma: la Crypta Balbi. Varcando le soglie del suo ingresso si resta letteralmente stupefatti tanto inatteso è lo spettacolo dei resti di un intero isolato del centro storico, una grande area di quasi un ettaro incastrata fra i maestosi palazzi, dove si può passeggiare, e scoprire cose che non avremmo mai potuto immaginare fossero ancora recuperabili nel sottosuolo di Roma. Il museo annesso racconta i duemila anni di storia del quartiere. Da qualche tempo il museo è chiuso in attesa...

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In nome di Ercole vincitore

Da capolavoro romano sulla Via Tecta a polo industriale in età moderna, il santuario di Tivoli accoglie le vestigia di una storia millenaria. L’imponente restauro lo ha trasformato in polo museale, tra archeologia e arte contemporanea. Il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli costituisce una testimonianza fondamentale dell’architettura romana di epoca tardo-repubblicana. Edificato tra il II e il I secolo a.C. lungo un pendio sul fiume Aniene in area extraurbana, il complesso era dedicato al semidio guerriero e nume tutelare della pastorizia. Per la sua edificazione fu realizzata una platea di circa tre ettari, sopra la quale sorgevano l’imponente tempio (ottastilo, con dieci colonne sui lati lunghi, sine postico) e un portico a tre bracci su due livelli (Triportico).L’area destinata alle attività sacrali era inoltre dotata di un teatro costruito ai piedi del tempio e di una basilica...

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Una porta sul Nilo

Le ultime scoperte della missione archeologica italiana al tempio solare di Nyuserra in Egitto. Nel novembre 2022 vi avevamo presentato in esclusiva la scoperta di uno dei templi solari perduti della V dinastia. (vedi Archeo n. 453). Nel sito di Abu Ghurab, anticamente parte della necropoli regale di Abusir, a circa 20 km a sud del Cairo (vedi foto nella pagina accanto), opera infatti dal 2010 una missione archeologica Italiana, co-diretta da Massimiliano Nuzzolo e Rosanna Pirelli per le Università di Torino e Napoli «L’Orientale», in partnership con l’Accademia delle Scienze di Varsavia. Nelle campagne 2021-22 la missione aveva riportato alla luce i resti di un edificio in mattoni situato immediatamente al di sotto del grande santuario solare del re Nyuserra, sesto sovrano della V dinastia (2450 – 2425 a.C. circa), scavato originariamente dall’archeologo tedesco Ludwig Borchardt negli...

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Archeo n. 489 – Maggio 2026

Raccontare e interpretare la memoria del passato, documentare le infinite e meravigliose testimonianze monumentali e materiali tramandateci nei millenni: la prima rivista mensile interamente dedicata all’Attualità del Passato vi aspetta in edicola.

Il numero di ARCHEO di maggio è in edicola. Dalla preistoria alle grandi civiltà del mondo antico, dalle più recenti scoperte archeologiche agli ultimi studi scientifici: la prima rivista mensile interamente dedicata all’archeologia è in edicola, in digitale e in abbonamento. Un appuntamento da non perdere!

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La vera storia di un mosaico «pompeiano»

Portata in Germania da un ufficiale della Wehrmacht e restituita all’Italia dagli eredi, la piccante scena musiva «cambia identità». Grazie a un taccuino d’epoca e alle approfondite analisi scientifiche, il reperto ritrova oggi le sue vere origini… Per mesi era stato considerato un prezioso «ritorno a casa» al Parco Archeologico di Pompei, dove era stato esposto dopo la restituzione all’Italia. Ma ora il mosaico romano con scena erotica cambia «identità»: non è vesuviano, come si pensava, ma marchigiano. E proviene con ogni probabilità da una villa romana nell’area di Folignano, nel territorio di Ascoli Piceno. La storia del reperto inizia durante la Seconda guerra mondiale, quando un capitano della Wehrmacht di stanza in Italia lo riceve in dono in cambio del servizio prestato nella catena dei rifornimenti militari. «Stregato» dalla scena raffigurata – un uomo che porge una borsa di...

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