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Archeo In edicola

Archeo n. 429 – Novembre 2020

In questo numero: Vittoria alata; Donne nell'antichità; Etruschi in Giappone; Barbari; SPECIALE I misteri di Zhob Editoriale - Se non altro per il silenzio stampa imposto per due settimane, la notizia di una serie di attentati «iconoclasti» avvenuti il 3 ottobre scorso in tre dei piú importanti...

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Archeo n. 428 – Ottobre 2020

In questo numero: Salvataggio dei templi di File; Omero a Babilonia; Eredità di Vercingetorige; SPECIALE Ritorno a Persepoli
Editoriale - Nel 1954 il governo egiziano decise la costruzione di una grande diga sul Nilo in grado di arginare le periodiche inondazioni causate del grande fiume africano. Un primo sbarramento, completato nel 1902 nei pressi della città di Assuan – all’altezza della Prima Cataratta –, aveva già compromesso le vestigia di un sito archeologico celebre, situato sull’isola di File e noto sin dall’Ottocento come «la perla del Nilo»: un complesso sacro, dedicato alla dea Iside, composto da un grande tempio principale accompagnato da una serie di edifici minori. In quei primi decenni del Novecento era consuetudine che i visitatori si aggirassero in barca tra le colonne e i capitelli parzialmente sommersi dai flutti…

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Archeo n. 427 – Settembre 2020

In questo numero: Canfora; Urvinum Hortense; Ellade eterna; Collezione Miniscalchi-Erizzo; SPECIALE Germanico
Editoriale - Dedichiamo questo spazio a una notizia scelta, soprattutto, per le immagini che l’accompagnano. Osserviamole con attenzione, poiché il loro messaggio va ben oltre la mera funzione documentaria. Siamo nella Bassa Galilea, nei pressi della moderna cittadina di Kfar Kama («il villaggio dei tartufi»).
Da un terreno incolto, destinato ad accogliere un parco giochi, emerge evidente la «pianta» di una chiesa: la navata centrale e le due laterali, tutte dotate di abside, un’ampia corte, il nartece.
Indagato dagli archeologi della Soprintendenza alle Antichità di Israele e del Collegio Universitario Kinneret, l’edificio risale al VI secolo. Oltre ai resti delle mura, gli scavi hanno portato alla luce mosaici policromi e un piccolo reliquiario in pietra.

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Archeo n. 426 – Agosto 2020

In questo numero: Santa Sofia; Tuscania; Roma e gli Italiani; Banchetto a Ravenna; SPECIALE Antichi subacquei
Editoriale - Da romano d’adozione – vivo nella Città Eterna da piú di quarant’anni – e incuriosito osservatore di volti e costumi dei miei concittadini,
posso garantire, per molti di loro, la diretta e irrefutabile discendenza dai grandi protagonisti dell’epopea romano-repubblicana e imperiale. Quante volte, entrando in un negozio, cercando un meccanico o semplicemente salendo su un autobus, mi sono imbattuto nel...

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Archeo n. 425 – Luglio 2020

In questo numero: Foro Romano; Archeologia e nazioni; Opitergium; Etruschi a Napoli; SPECIALE Faraoni a Milano
Editoriale - La caduta degli déi - Le proteste esplose a livello mondiale lo scorso giugno in seguito all’uccisione di George Floyd – il cittadino afroamericano morto per le violenze che hanno accompagnato il suo arresto da parte della polizia di Minneapolis – hanno riacceso i riflettori su una questione che, in apparenza, poco sembra avere a che fare con quei drammatici fatti di cronaca: la polemica intorno all’opportunità di rimuovere dalla facciata dell’Oriel College di Oxford la statua che…

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Archeo n. 424 – Giugno 2020

In questo numero: Eufronio pacifista; Missione a Hatra; Achille e Odisseo; Il limes/2; SPECIALE Trieste archeologica
Editoriale - Il ritorno di Shamash - Una città-fortezza, non particolarmente vasta, né ricca. Costruita in una terra arida e brulla, infestata da sciami di mosche e investita da devastanti tempeste di sabbia inviate da Shamash, il dio del Sole, implacabile contro i nemici come la stessa calura che emana dal suo astro. Un’aura di sacralità e testimonianze di inquietanti prodigia accompagnano il nome di Hatra, le cui rovine si ergono, ancora oggi, meno di cento chilometri a sud di Mosul, in Iraq, in...

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Archeo n. 423 – Maggio 2020

In questo numero: Atena pensosa; misteri del Tofet; Il limes/1; Vichinghi; SPECIALE 1200 a.c.: crollare per cambiare
Editoriale - I segni del cambiamento - Le crisi sono una componente ineludibile della nostra esistenza. Oggi, questa consapevolezza è penetrata in profondità nei comportamenti che stiamo sperimentando e che forse (nessuno al momento lo sa) dovremo ripetere e amplificare nel prossimo futuro. Nei mesi passati a...

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Archeo n. 422 – Aprile 2020

Editoriale Voci piene di vita Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis, «La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell’antichità» (MarcoTullio Cicerone, De Oratore II, 9). «Mai iniziare un articolo con una citazione!» è stata, per anni, la raccomandazione di Sabatino Moscati (1922-1997), fondatore della nostra rivista. E io, oggi, mi trovo a disattenderla per ben due volte, introducendo questo primo editoriale in tempo di crisi. Ma, ne sono convinto, è l’unico espediente a mia disposizione per schivare inutili, retoriche banalità: le cose urgenti da leggere e da ascoltare, lo so e lo sappiamo, sono altre in questo momento. Eppure, ognuno deve comunque esercitare il proprio mestiere, svolgere il proprio compito. Sentiamo, a riguardo, quel che ci hanno...

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Archeo n. 421 – Marzo 2020

Paura, odio, repulsione e disprezzo sono sentimenti che appartengono alla natura umana come quelli, dal tenore diametralmente opposto, del coraggio, dell’amore, dell’attrazione e della stima. E nel loro imperscrutabile alternarsi – potremmo sbrigativamente asserire – si dispiega gran parte della nostra esistenza. Sono sentimenti che presiedono anche a un’altra, eterna istanza dell’uomo, individuale e sociale: il suo bisogno di definire la propria e l’altrui identità. Una pretesa in nome della quale l’umanità moderna ha compiuto, come tutti sappiamo, passi falsi di indicibile gravità. Definiamo razzismo l’ostentazione della

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Archeo n. 420 – Febbraio 2020

Editoriale Meglio di una casa ben costruita… In una memorabile lezione tenuta lo scorso 26 gennaio al Teatro Argentina, in occasione della seconda conferenza del ciclo «Luce sull’Archeologia» dedicata alla figura di Enea, Antonio Marchetta – professore di lingua e letteratura latina alla «Sapienza» di Roma – ha aperto il suo intervento con il seguente ammonimento: «La memoria è la luce della nostra vita, personale e collettiva; ma della luce della memoria accade come della luce del sole, la quale è sí fonte di vita, ma se la fissiamo in modo sbagliato, può accecarci. Dunque, complesse e controverse sono le dinamiche della memoria nel farsi e disfarsi delle vicende umane». Riferita all’esempio straordinariamente articolato e profondo offerto, in questo caso, dalla dialettica fra memoria troiana e la nuova realtà territoriale del Lazio quale emerge nell’Eneide di Virgilio...

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Archeo n. 419 – Gennaio 2020

Editoriale Democrazia nel cuore Dalla (pre)etrusca Volterra agli scavi di una missione italiana nell’isola di Cipro; da una nostrana civiltà del Ferro per certi versi ancora misteriosa, alle ultime rivelazioni intorno alpiú affascinante enigma dell’età del Bronzo centro-asiatica; senza dimenticare un castello affacciato sul mare che, oltre ad aver ospitato illustri personaggi provenienti dall’Estremo Oriente, può fregiarsi a buon diritto di un riconoscimento internazionale; infine, ma non meno importante, la vita e i miracoli (questa volta nel vero senso della parola) di un personaggio assolutamente fuori dal comune e a cui la sua città natale, Padova, dedica una mostra geniale e poliedrica come lo era egli stesso. Ecco, dunque, un breve sommario dei temi affrontati in questo primo numero del 2020. Al quale, però, si aggiunge una piccola ma preziosa novità: per tutto l’anno, la sezione...

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Archeo n. 418 – Dicembre 2019

Editoriale Due regali molto speciali «Quando cade un lampo e riecheggia un tuono possono verificarsi eventi umani e sovrannaturali». Lo sostiene una delle rarissime fonti scritte di cui disponiamo per la conoscenza del pensiero religioso degli Etruschi, il cosiddetto calendario «brontoscopico». Ora, non sappiamo se il brontolio di un tuono (in greco bronté, appunto) – alla cui osservazione gli antichi si dedicarono allo scopo di trarne presagi – abbia accompagnato o meno le due notevoli scoperte di cui parliamo in questo numero. Dovremmo chiederlo agli scopritori stessi. Sicuramente, però, si tratta di due «eventi»: il piú sensazionale risale – pensate – al settembre del 2010 ed è rimasto nascosto per tutti questi anni («Archeo» ne dà la notizia in esclusiva, a partire dalla copertina). Il secondo, invece, risale al settembre scorso… La presentazione al pubblico di un...

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Archeo n. 417 – Novembre 2019

Editoriale Attualità di Poseidonia Da piú di vent’anni, ogni autunno Paestum si trasforma per qualche giorno da splendido e silenzioso luogo di ricerca e meditazione in un grande momento di incontri e commerci internazionali. L’antica città si anima, accoglie centinaia di oratori provenienti da ogni angolo del globo, riunisce in una reinventata piazza del mercato venditori che decantano la propria merce. Anche quest’anno – dal 14 al 17 novembre – si terrà la Borsa Mediterranea delTurismo Archeologico, giunta, grazie all’iniziativa del suo ideatore e instancabile promotore, Ugo Picarelli, alla sua 22esima edizione. E cosí, Paestum riapre le sue porte al mondo. Per chi non abbia ancora visitato questo luogo straordinario, dobbiamo ricordare che Paestum è una città greca su suolo italico come non se ne conoscono altre, la piú importante di tutti i centri urbani dei Greci in Occidente...

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Archeo n. 416 – Ottobre 2019

Editoriale Il «dovere» della violenza Interrogata su cosa pensasse della nostra Monografia sul Colosseo – pubblicata nel giugno 2016(n. 13, anche on line su issuu.com) e di cui andavamo, a ragione o meno, piuttosto fieri – una nostra autorevole collaboratrice rispondeva che «non ne voleva neanche sentire parlare»: detestava quell’enorme rudere e, pur essendo costretta a passarci vicino ogni giorno, in lei non era maivenuto meno l’orrore che le evocava quel luogo di mortale violenza, esercitata da uomini su altri uomini, ma anche e soprattutto (ci teneva a sottolineare) da uomini su animali, per giunta al cospetto di una massa esultante e come lobotomizzata per la totale assenza di umana compassione. In un’età non certo esente da violenze di ogni genere, quella simboleggiata dal monumento archeologico piú visitato al mondo continua, tuttavia, a sfuggire alla nostra...

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Archeo n. 415 – Settembre 2019

Editoriale Di leoni e altre storie «Abbiamo subito pensato a una nuova Sfinge, come quella scoperta nel 2012, ma poi la sorpresa è stata ancora maggiore. Dopo una prima pulitura è emersa la vera identità della scultura: non di una Sfinge si trattava, bensí di un leone alato e… ruggente!». Carlo Casi, direttore scientifico della Fondazione Vulci,non ci nasconde il suo entusiasmo: il leone (nella foto), rinvenuto lo scorso luglio nella necropoli dell’Osteria, la vasta area cimiteriale a nord-ovest del pianoro un tempo occupato dalla grande città etrusca, è solo l’ultimo di una lunga serie. In passato, oltre alla famosa Sfinge (vedi «Archeo» n. 325, marzo 2012; anche on line su issuu.com), quell’area aveva anche restituito altre importanti testimonianze funerarie, come la cosiddetta Tomba delle Mani d’Argento. «Il leone alato – spiega ancora Casi – è una testimonianza...

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Archeo n. 414 – Agosto 2019

Editoriale Sulle colline rosse Impossibile sottrarsi alla suggestione di quella vista che sembra un miraggio: un altopiano frastagliato, una lunga falesia dalla cima piatta e avvolta nella densa foschia dal sapore salino, sospesa sulle immobili acque che segnano la piú profonda depressione della Terra. Color sabbia piú a nord e, se lo sguardo vira a sud, vieppiú rossicce, i monti di Moab e Edom accompagnano sul lato orientale le rive del Mar Morto, loYam ha-Melah (il «mare di sale») come lo chiamano gli Ebrei. Se osservate dalla costa occidentale, dall’odierno Israele, quelle montagne (oggi in Giordania) appaiono come una terra «altra» ma vicina, opposta eppure familiare. Cosí come sono parte di una grande famiglia i popoli che da quelle terre hanno preso il nome, e che, come vedremo, di quell’istituzione sociale (la famiglia, intendiamo) hanno condiviso drammi e inganni: i...

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Archeo n. 413 – Luglio 2019

Editoriale Navigare necesse est …vivere non est necesse. «Navigare è indispensabile, vivere no». L’esortazione lanciata da Pompeo – secondo quanto riferisce Plutarco – all’indirizzo della ciurma restia a salpare a causa del maltempo, è stata variamente estrapolata dal suo contesto per assumere la valenza di un motto ispirato a intrepida baldanza, sprezzante del bene piú prezioso di cui l’uomo dispone: la vita. La vita, appunto, e non solo la propria. La frase pronunciata dal grande nemico di Cesare (riportata originariamente in greco, tra l’altro, e non in latino), vuole significare, infatti, questo: per salvare la vita degli altri (in questo caso degli abitanti di Roma a cui il carico di alimenti della flotta era destinato) è spesso «necessario», se non sacrificarsi, almeno rischiare di persona. Alla navigazione sono dedicati i due articoli che aprono questo numero, e non a caso:...

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Archeo n. 412 – Giugno 2019

Editoriale L’ora di Damasco È forse per un eccesso di cautela – motivato, perché no, da una certa dose di scaramanzia – che nelle nostre passate cronache siriane non abbiamo mai affrontato le sorti di una delle principali istituzioni culturali del Paese vicino-orientale, il Museo Nazionale di Damasco. Situato nella capitale, a pochi minuti dal simbolo della città, la Grande Moschea degli Omayyadi (sorta sui resti di una chiesa bizantina, a sua volta costruita sulle rovine di un santuario romano e, ancor prima, siriaco), il Museo ha superato indenne le tragedie che hanno colpito – e, purtroppo, tuttora investono – la Siria: una condizione fortuita e rara, a fronte di un panorama che, per altri versi, continua a rivelarsi sconsolante (segnaliamo, a questo proposito, la vicenda dello straordinario mosaico trafugato dalla martoriata Apamea, di cui potete leggere alle pp. 8-10)...

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Archeo n. 411 – Maggio 2019

Editoriale Scultori senza tempo È doveroso aprire questa pagina segnalandovi, cari lettori, la splendida mostra aperta fino al 30 giugno, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, grazie alla quale possiamo partecipare a quel geniale, inedito processo creativo che portò il figlio di uno scalpellino veneto a creare una «nuova» arte classica, destinata all’eternità quanto il suo modello d’ispirazione. Di «Canova e l’Antico» ci parlano, in questo numero, uno dei maggiori studiosi dell’artista, Giuseppe Pavanello, il direttore del museo partenopeo, Paolo Giulierini, e il nostro Giuseppe M. Della Fina (che ci ricorda come il massimo esponente del neoclassicismo fosse anche impegnato nella politica di tutela: nell’estate del 1815, infatti, Canova si reca a Parigi per inventariare le opere d’arte antica trafugate da Napoleone e poi riportarle in Italia). Di indubbio interesse è, inoltre...

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Archeo n. 410 – Aprile 2019

Editoriale Era un’epoca… Un’«aria di famiglia» accomuna l’avventurosa vicenda riferita da Giacomo Baldini in apertura dello Speciale (vedi alle pp. 84-103) alla rievocazione di un personaggio eccezionale proposta da Orietta Rossini alle pp. 48-59. È l’aria di un’epoca, anzi, dell’epoca per eccellenza, avviatasi all’insegna di premesse luminose e conclusasi nella catastrofe. Leggendo i loro articoli, vedremo muoversi sulla scena dello scorcio tra Otto e Novecento – e solo a qualche centinaio di chilometri di distanza gli uni dagli altri – personaggi come il colono toscano Sabatino Capresi, nobili illuminati e antiquari senza scrupoli, archeologi e antichisti di fama come il veronese Luigi Adriano Milani e, naturalmente, il grande praghese (e romano d’adozione) Ludwig Pollak.Tutti, ognuno a modo suo e ognuno «secondo le proprie possibilità», con la mente e il cuore rivolti al...

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Archeo n. 409 – Marzo 2019

Editoriale Una leggenda sulle rive del Nilo «Cosí Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani». Basterebbe questo verso biblico tratto dagli Atti degli Apostoli (7, 22) a offrire una sintesi piú che suggestiva di quanto narra l’egittologa Francesca Iannarilli nel terzo contributo dedicato ai «Popoli della Bibbia». E se nel numero precedente, parlando di Sumeri, Assiri e Babilonesi, affermavamo che senza la Mesopotamia non esisterebbe la storia dell’antico Israele, come potremmo immaginare il racconto biblico senza uno sfondo composto dalle colorate vesti di faraoni e regine, dal Nilo bordato da canneti e piante di papiro? Scopriremo, di contro, come la riscoperta della civiltà egiziana, un mondo fino ad allora dimenticato, puntellato da monumenti giganteschi quanto enigmatici, sia nato proprio sotto la scorta della lettura delle Sacre Scritture… È un legame...