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La passione di Massimiliano

Gli Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna. Dai viaggi in Egitto al tragico epilogo messicano, la storia dei reperti raccolti dall’arciduca racconta un ambizioso progetto culturale, rimasto incompiuto e oggi eccezionalmente ricostruito al castello di Trieste. II romanzo Die Kapuzinergruft (La Cripta dei Cappuccini, nella traduzione italiana), scritto da Joseph Roth nel 1938, mentre la Germania nazista annunciava l’annessione dell’Austria e lo scrittore era esule a Parigi, termina con il protagonista Franz Ferdinand Trotta che chiede di visitare la Cripta dei Cappuccini e, in particolare «il sarcofago del mio imperatore Francesco Giuseppe.» In quel luogo è sepolto anche Massimiliano d’Asburgo, fratello minore di Francesco Giuseppe, a cui è dedicata a Trieste, nelle Scuderie del Castello di Miramare, la mostra Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le...

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San Vincenzo al Volturno una nuova visione

I recenti scavi, le ricostruzioni digitali e lo studio dei reperti riscrivono la storia di uno dei più importanti complessi benedettini dell’Europa altomedievale, rivelando l’estensione del monastero, l’aspetto della basilica maior e inediti legami con il mondo mediterraneo. Il sito di San Vincenzo al Volturno (Isernia) è noto ormai da molti decenni come un luogo privilegiato per la conoscenza di un segmento ben preciso della storia, della cultura e della spiritualità europea. Il monastero molisano, situato a poca distanza dalle sorgenti del fiume Volturno in uno scenario naturale superbo, è infatti il luogo dove si può comprendere meglio che in qualsiasi altro posto d’Europa cosa siano state davvero le grandi abbazie fiorite nell’alto Medioevo e che conobbero il proprio zenit materiale nell’età di Carlo Magno e dei suoi immediati successori, e cioè...

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Cartagine sotto Cartagine

Dalla preistoria alla città monumentale di età romana: i nuovi scavi della missione italo-tunisina (università «La Sapienza» di Roma e Institut National du Patrimoine) restituiscono il volto della metropoli africana che, per oltre un millennio, non ha mai smesso di ricostruirsi sopra se stessa. Prima di essere Cartagine, prima ancora che Virgilio fissasse il nome di Didone nella memoria del Mediterraneo, il promontorio che domina il golfo di Tunisi era già stato scelto da una comunità autoctona, come luogo favorevole dove vivere. La stretta penisola compresa tra il lago di Tunisi, la laguna settentrionale e il mare offriva approdi naturali, terre fertili, risorse idriche e soprattutto una posizione strategica eccezionale dominante l’intero golfo fino al dito del Capo Bon, un punto di controllo fra il Canale di Sicilia e le rotte verso Occidente. Gli esuli di Tiro approdarono, dunque...

Archeo In edicola News

Archeo n. 492 – Settembre 2026

Raccontare e interpretare la memoria del passato, documentare le infinite e meravigliose testimonianze monumentali e materiali tramandateci nei millenni: la prima rivista mensile interamente dedicata all’Attualità del Passato vi aspetta in edicola.

Il numero di ARCHEO di settembre è in edicola. Dalla preistoria alle grandi civiltà del mondo antico, dalle più recenti scoperte archeologiche agli ultimi studi scientifici: la prima rivista mensile interamente dedicata all’archeologia è in edicola, in digitale e in abbonamento. Un appuntamento da non perdere!

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Traiano la fabbrica del Princeps Optimus

Primo imperatore di origine provinciale, Traiano costruì abilmente la propria legittimazione politica, celebrata nel monumentale foro che porta il suo nome. Marco Ulpio Traiano governò Roma per quasi vent’anni, dal 98 al 117 d.C., e fu l’imperatore a cui il Senato tributò l’appellativo più alto: Optimus Princeps. Eppure la ricerca più recente rivela quanto questa perfezione fosse il prodotto di una costruzione raffinata e consapevole, dalle origini familiari volutamente oscure fino all’architettura del suo Foro, concepito come manifesto ideologico senza precedenti.Un provinciale sul trono di RomaMarcus Ulpius Traianus nacque il 18 settembre del 53 d.C. ad Italica, già municipio dai tempi di Augusto, nel cuore della Betica ispanica. Le fonti sono inequivoche: Cassio Dione lo definisce «Ἴβηρ», iberico, e lo contrappone esplicitamente a chi era «Ἰταλὸς» o «Ἰταλιώτης», precisando che nessun...

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Campi Flegrei