Nel luglio del 1826, durante gli scavi in corso nel Capitolium di Brescia, venne alla luce una delle più straordinarie scoperte archeologiche dell’Ottocento italiano: una grande statua bronzea di età romana, oggi universalmente nota come Vittoria Alata, accompagnata da un eccezionale deposito di reperti metallici. A duecento anni da quell’eccezionale ritrovamento, questa nuova monografia di Archeo ripercorre la storia del capolavoro e il lungo e complesso rapporto che lega la città di Brescia al suo passato più antico, fatto di restauri, studi, interpretazioni e continue scoperte e riscoperte.Dal suo ritrovamento alla consacrazione quale simbolo identitario della città, la Vittoria Alata ha attraversato epoche e sensibilità diverse, assumendo di volta in volta il ruolo di emblema civico, icona culturale e testimonianza privilegiata della grandezza della Brixia romana. Ampio spazio è...
Monografia
Nodo strategico posto lungo antichi percorsi della transumanza e dei traffici tra Appennino e Adriatico, Saepinum assunse un ruolo centrale nel Sannio già prima dell’età augustea, quando fu monumentalizzata. Oggi il sito archeologico molisano si distingue non solo per l’eccezionale conservazione del suo impianto urbano, ma anche per la continuità delle strutture insediative, rimaste riconoscibili nonostante secoli di trasformazioni. Il suo valore risiede infatti nella persistenza di un’organizzazione territoriale che ha mantenuto nel tempo i propri elementi fondativi. I resti sannitici, a partire dal sistema fortificato di Terravecchia, mostrano infatti un territorio articolato, in cui difesa, produzione e luoghi del sacro definivano le gerarchie e le relazioni tra comunità e ambiente. La città romana si sovrappose a questa trama senza cancellarla, riorganizzandola in un...
Nei Campi Flegrei la memoria prende forma soprattutto attraverso l’archeologia: monumenti, ruderi e resti che ancorano il paesaggio al passato e costruiscono la mappa cognitiva del territorio. Tuttavia questi luoghi non vivono solo nella materialità delle rovine: la loro identità nasce dall’intreccio tra dati archeologici, interpretazioni e immaginazione. Così l’Antro della Sibilla a Cuma continua a evocare la sacerdotessa cantata da Virgilio, mentre edifici come il cosiddetto «Tempio di Diana» a Baia o la «Tomba di Agrippina» a Bacoli conservano nomi suggestivi, anche se storicamente inesatti ma radicati nella tradizione. Simbolo del paesaggio flegreo è la Piscina Mirabile, grandiosa cisterna romana che suscita meraviglia e ricorda la lunga storia di questi luoghi visitati fin dal Grand Tour. Anche il cosiddetto «Tempio di Serapide» a Pozzuoli mostra come la memoria si trasformi nel...
A sette anni dall’inizio del progetto di ricerche e scavi attorno al santuario etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, abbiamo accolto l’invito dell’amico Andreas Steiner a presentare, in un volume monografico di «Archeo», una sintesi sulle indagini in corso. La rivista ha infatti dedicato in questi anni tre lunghi speciali all’avanzamento delle ricerche, offrendo un contributo fondamentale alla divulgazione dei contesti portati alla luce e dunque ci è sembrata fin da subito la sede privilegiata per poter provare ad affrontare criticamente la
sintesi dei risultati preliminari. Abbiamo molto discusso tra di noi circa la forma da dare a questo racconto, e abbiamo, alla fine, privilegiato quello di una cronistoria della ricerca
Andare alla scoperta dell’antico Egitto è un’esperienza indimenticabile, non soltanto per l’importanza e la ricchezza dei monumenti e dei musei che il Paese custodisce, ma anche per gli stimoli culturali che esso è in grado di offrire. Con Viaggio nella terra dei faraoni proponiamo la chiave di lettura più adatta, che consiste nel cercare di comprendere quali siano stati i rapporti tra la civiltà egiziana e la nostra, dall’antichità a oggi.





