necropoli etrusca rupestre di San Giuliano
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Gli Etruschi di San Giuliano

Nella necropoli etrusca rupestre di San Giuliano, inserita nel Parco Marturanum di Barbarano Romano, un team internazionale di archeologi ha riportato alla luce, nell’ambito di uno scavo condotto sotto la supervisione e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale (concessione n. DG-ABAP Serv II 28/03/2025/001931-P) una eccezionale tomba intatta risalente al VII secolo a.C. La sepoltura è situata al centro di un grande tumulo circolare, realizzato incidendo il banco di tufo e accentuando la forma circolare con la posa di grandi blocchi di tufo lungo il perimetro. Rinvenuta in prossimità del noto Tumulo della Cuccumella, questa tomba è rimasta indisturbata per oltre due millenni, proprio al margine dell’altopiano del Caiolo ed è situata sopra un dirupo che scende verso un denso nucleo di tombe a camera dei secoli VI e V a.C., realizzate nella parete rocciosa e affacciate sull’abitato etrusco posto sul pianoro confinante di San Giuliano, che dà il nome all’intera necropoli…

La scoperta è il risultato di un programma di ricerca interdisciplinare di lungo periodo, il San Giuliano Archaeological Research Project (SGARP; vedi box a p. 55 in alto). Rimasta inviolata e sigillata per oltre 2600 anni, la tomba (denominata D15-005) rappresenta un ritrovamento straordinario ed è una delle oltre 600 tombe a camera mappate e documentate dall’avvio del progetto nel 2016. Nel corso degli anni precedenti abbiamo scavato una serie di queste tombe, tutte erano state depredate dai tombaroli; nonostante ciò, le indagini all’interno di questi contesti già violati hanno comunque restituito importanti dati. Infatti, i ladri avevano asportato solo alcuni oggetti integri, lasciandone molti altri e anche i soli frammenti hanno contribuito a delineare lo status dei personaggi sepolti.

Inoltre, il ritrovamento di una serie di tombe a fossa etrusche molto antiche, tra cui due tombe a fossa intatte, una delle quali risale a circa mezzo secolo prima del primo utilizzo della tomba a camera appena scoperta, ovvero la seconda metà dell’VIII secolo a.C. La sepoltura D15-005, soprannominata «Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti», è la prima tomba a camera intatta che abbiamo trovato e indagato con uno scavo scientifico.

La scoperta della tomba

La sepoltura non era visibile in superficie, ma è stata identificata grazie a un lavoro metodico avviato nel 2016, la prima campagna delle indagini SGARP. Si è iniziato con una ricognizione sistematica a piedi dell’intera necropoli di San Giuliano (2016-2018), seguita nel 2019 da una campagna geofisica estesa ma mirata. L’ispezione degli accessi alle tombe a camera visibili – seppur depredate – ha evidenziato che le facciate di alcune di esse sono orientate verso ovest, non verso…

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