Le ultime scoperte della missione archeologica italiana al tempio solare di Nyuserra in Egitto.
Nel novembre 2022 vi avevamo presentato in esclusiva la scoperta di uno dei templi solari perduti della V dinastia. (vedi Archeo n. 453). Nel sito di Abu Ghurab, anticamente parte della necropoli regale di Abusir, a circa 20 km a sud del Cairo (vedi foto nella pagina accanto), opera infatti dal 2010 una missione archeologica Italiana, co-diretta da Massimiliano Nuzzolo e Rosanna Pirelli per le Università di Torino e Napoli «L’Orientale», in partnership con l’Accademia delle Scienze di Varsavia. Nelle campagne 2021-22 la missione aveva riportato alla luce i resti di un edificio in mattoni situato immediatamente al di sotto del grande santuario solare del re Nyuserra, sesto sovrano della V dinastia (2450 – 2425 a.C. circa), scavato originariamente dall’archeologo tedesco Ludwig Borchardt negli anni 1898-1901.
Questo santuario solare, completamente costruito in pietra e di notevoli dimensioni, nascondeva al di sotto del suo pavimento una struttura in mattoni più antica, anch’essa di ragguardevoli dimensioni, che era stata completamente spianata dal re Nyuserra per costruirvi sopra il suo nuovo santuario. La planimetria dell’edifico in mattoni nonché le evidenze archeologiche in esso ritrovate, soprattutto l’abbondantissimo materiale ceramico, hanno fatto suppore agli archeologi Italiani che si trattasse di uno dei 4 templi solari perduti della V dinastia. Tali santuari sono infatti menzionati nelle fonti storiche ed epigrafiche del tempo ma non sono mai stati individuati archeologicamente.
Abu Ghurab e i templi della V dinastia
A partire dal 2024 la missione ha però rivolto la sua attenzione anche al tempio a valle del complesso solare di Nyuserra. Tale struttura era stata scavata da Borchardt in maniera alquanto sommaria e frettolosa, e lo studioso tedesco aveva dovuto fermare i lavori dopo solo 2 settimane di scavo a causa dell’enorme accumulo di fango del Nilo sul sito e dell’elevato livello della falda acquifera. Il risultato di ciò è che di questa parte del complesso solare di Nyuserra ancora oggi non si conosce bene né l’estensione né la planimetria né l’aspetto originario per non parlare del fatto che all’epoca (1901) in cui lo studioso tedesco scavava per la prima volta il tempio a valle non c’era nessuna sensibilità ed attenzione per gli aspetti della cultura materiale degli antichi egizi, soprattutto la ceramica, che non venne nemmeno raccolta. Come già nel caso del tempio superiore, invece…
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