Parco Montale: un nuovo progetto multimediale. Ricerca, ricostruzione e tecnologie immersive: così il parco archeologico della terramara di Montale racconta la civiltà dell’età del bronzo e offre un’esperienza multisensoriale e accessibile sul passato remoto del territorio.
A oltre vent’anni dalla sua inaugurazione, il Parco archeologico della terramara di Montale continua ad essere una meta che attrae e conquista migliaia di visitatori. Al 1998 risale il bando del programma comunitario Raffaello attraverso il quale la Commissione europea finanziava azioni per la conservazione, la salvaguardia e la valorizzazione di beni culturali. Il Museo Civico Archeologico di Modena aveva da poco realizzato la mostra Terramare. La più antica civiltà padana, una delle esposizioni più ricche e approfondite sulla pre-protostoria italiana. In quell’occasione un allestimento innovativo, con ricostruzioni a grandezza naturale, plastici, dimostrazioni di archeologia sperimentale e un percorso dedicato ai bambini aveva attratto diverse tipologie di pubblico evidenziando la richiesta diffusa di una archeologia accessibile ed esperienziale. Da un paio di anni il Museo aveva ripreso gli scavi condotti nell’800 nella terramara di Montale, un caso unico nel panorama delle evidenze archeologiche riferibili a questa civiltà grazie alla conservazione di un deposito pluristratificato intatto.
Le premesse c’erano tutte per partecipare al bando europeo con un progetto che consentisse di conservare, salvaguardare e valorizzare il sito di Montale proseguendo gli scavi intrapresi nel XIX secolo e creando un parco archeologico e open-air museum sul modello di quelli europei.
Direttore scientifico degli scavi e del progetto di parco archeologico, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, è stato Andrea Cardarelli, all’epoca direttore del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.
Gli scavi si sono conclusi nel 2002 e due anni dopo, con il sostegno dei Comuni di Modena e Castelnuovo Rangone, è stato inaugurato il parco archeologico, concepito come uno spazio museale inserito in un’ampia area verde preservata dall’urbanizzazione, con due settori dialoganti: l’area archeologica, che mostra le tracce della terramara come se gli scavi come fossero in corso e il museo all’aperto, con le ricostruzioni a grandezza naturale di parte del villaggio, realizzate filologicamente grazie alle informazioni ricavate dallo scavo.
L’offerta culturale è stata progettata facendo riferimento da una parte a un pubblico variegato, con una particolare attenzione per…
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